Il significato di una comunicazione ? la risposta che riceviamo: feedback
Vi è mai accaduto di dire o fare qualcosa che pensavate sarebbe stata gradita da un vostro famigliare, amico, collega e di suscitare una reazione inaspettatamente negativa? Ciò dipende dal fatto che non tutti attribuiamo lo stesso significato agli avvenimenti e pertanto reagiamo ad essi in modo diverso. La vita familiare e professionale ci offre moltissimi esempi in cui basterebbe modificare l’approccio per risolvere banali, ma pericolosi, equivoci.
Ciò che conta è la costante verifica del responso generato dalla nostra comunicazione: il cosiddetto feedback.
Il feedback è il fattore fondamentale di ogni processo di comunicazione, soprattutto della comunicazione finalizzata a favorire l’apprendimento. Può essere formulato sia in modo verbale che non verbale (movimenti del corpo, postura, mimica facciale).
Tutto questo è racchiuso in uno dei principi base della comunicazione.
QUELLO CHE CONTA E’ IL RISULTATO PIU’ CHE L’INTENZIONE (Paul Watzlawick)*
Quante volte ci è capitato di sentire qualcuno che diceva: "Ho parlato con lui, ma proprio non capisce. Gli ho ripetuto il concetto più volte, ma non ci sente da quell’orecchio!". Questo è il classico esempio di un messaggio che è caduto nel vuoto dell’incomunicabilità.
Il principio di cui parliamo ci offre una chiave per capire dov’è finito il messaggio che non è arrivato a destinazione. Se la risposta della persona che vogliamo informare o convincere è assente oppure è diversa da quella che attendiamo, il significato della comunicazione è uguale a zero.
Siamo noi i primi responsabili dell’esito delle nostre parole, gesti,voce. Infatti responsabilità significa abilita di rispondere (responsabilità). Questo significa che adesso sappiamo che addossare ad altri l’accusa di "non aver capito" è una “ingiustizia”. O meglio:serve davvero a poco. Possiamo però ritenerci fortunati perchè, se la responsabilità è nelle nostre mani, possiamo procurarci tutti gli strumenti necessari per chiarire il nostro messaggio e per renderlo più efficace. Il primo passo da fare in questa direzione è indossare i panni dell’altro: entrare nella sua mappa, guardare i suoi occhi e il suo corpo per capire quello che si aspetta da noi. Assumersi la responsabilità della comunicazione e la scelta della strada giusta non sono abilità magiche. Lo diventano se si impara ad usarle bene, con l’esercizio e con l’umiltà nel riconoscere anche la propria responsabilità in una comunicazione che non ha funzionato.
* Paul Watzlawick e altri in Pragmatica della comunicazione umana (Astrolabio)
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